I vini del Priorat: Dall'antica tradizione monastica alla rinascita moderna

Le viti lottano letteralmente per sopravvivere nella regione arida e bruciata dal sole del Priorat, nel nord della Spagna. Queste condizioni difficili, insieme a malattie e guerre, quasi cancellarono la produzione vinicola fino agli anni ’80, quando una nuova generazione di enologi pieni di entusiasmo arrivò qui. Da allora il Priorat ha ricostruito la sua reputazione come una delle migliori regioni vinicole della Spagna, con punteggi ricorrenti di 100 punti da parte di critici come Robert Parker e Wine Enthusiast.

Una breve storia del Priorat

Chiamato dai Romani con il termine latino per “priorato”, il Priorat fu per secoli una regione profondamente religiosa. Una leggenda locale racconta che i monaci certosini decisero di stabilirsi qui nel XII secolo dopo aver avuto la visione di una scala verso il cielo. Interpretarono questo come un segno divino per costruire il monastero di Escaladei (“scala verso Dio”).

Dalla viticoltura monastica ai villaggi fantasma

I ripidi pendii e il clima arido e severo rendono la viticoltura molto impegnativa, così i monaci piantarono le viti su terrazze scavate nella roccia. Tuttavia, le scarse piogge, l’abbondante sole e i terreni aridi di “llicorella” (ardesia) offrono condizioni perfette per la produzione di vini rossi di altissima qualità. Il Priorat divenne una delle regioni più importanti della Spagna fino all’arrivo della fillossera e alle due guerre mondiali. I villaggi si trasformarono in paesi fantasma, mentre le famiglie locali si trasferivano in città e la maggior parte dei vigneti veniva abbandonata.

Visionari e pionieri

Negli anni ’80 arrivò nel Priorat una nuova ondata di pionieri, guidata da giovani enologi anticonformisti come Álvaro Palacios e René Barbier. Questi sognatori riconobbero il potenziale dei terreni unici e del clima estremo del Priorat. Piantarono nuovi vigneti e iniziarono ad applicare tecniche di vinificazione moderne ai vecchi ceppi sopravvissuti alla fillossera. 

La nuova e solida reputazione del Priorat si consolidò con la leggendaria annata del 1989. Un piccolo gruppo di produttori, tra cui Palacios, Barbier e Josep Lluís Pérez, professore di enologia presso l’unica scuola di enologia della Spagna all’epoca, si unirono per creare il cosiddetto “movimento Clos”. Misero in comune le loro risorse per vinificare e imbottigliare i vini provenienti da ciascun singolo vigneto, o “Clos”.

Un rivale della Rioja

Questi vini ottennero punteggi tra i 90 e i 100 punti da Robert Parker, seguiti da un punteggio di 95 per il L’Ermita 1993 di Álvaro Palacios. Nessun vino spagnolo al di fuori della Rioja aveva mai raggiunto tale riconoscimento prima. Il rinascimento del Priorat si completò nel 2000, quando la denominazione ottenne lo status di DOCa, unendosi alla Rioja nel livello più alto dei vini spagnoli.

Il futuro del Priorat

Il Priorat esplose sulla scena mondiale negli anni ’90 con vini potenti e intensi che affascinarono gli appassionati di vino in tutto il mondo. Negli ultimi decenni si è verificato un cambiamento verso uno stile più sfumato ed elegante, guidato da Clos Mogador. Si utilizzano lieviti indigeni e botti usate per ottenere un tocco più delicato. Altri produttori, come Mas Doix, abbracciano i principi biodinamici, mentre Terroir al Limit ha eliminato completamente l’affinamento in legno per esprimere pienamente il terroir naturale.

Questo approccio incentrato sul terroir ha attirato l’attenzione di importanti critici come Luis Gutiérrez, che nel 2013 si è unito a The Wine Advocate di Robert Parker come esperto di vini spagnoli. In un articolo del 2023 ha persino osservato che tutti i vini ai quali ha assegnato 100 punti provengono dal Priorat, “quindi c’è qualcosa di speciale in quella zona.” 

I vini del Priorat che hanno ottenuto 100 punti da Gutiérrez includono Terroir Al Limit El Manyes 2016, Nit de Nin Mas d’en Caçador 2020 e Clos Erasmus Clos i Terrasses 2020. Il suo costante sostegno a questo approccio più moderno e sfumato ha contribuito a consolidare questa nuova direzione sia tra i produttori che tra gli appassionati di vino.

Il futuro del Priorat presenta sia sfide che opportunità: i produttori di punta stanno sperimentando con vigneti situati in zone più fresche per contrastare le estati sempre più calde, e con l’affinamento in anfore di argilla o contenitori di cemento. Questa terra arida, un tempo abbandonata, è diventata in pochi decenni una delle regioni vinicole premium più dinamiche e adattabili della Spagna.

Principali varietà d’uva del Priorat

Principali varietà di uva del Priorat

Il Priorat è conosciuto principalmente per i suoi blend rossi intensi e tannici che possono invecchiare per decenni. Di solito sono composti da uve autoctone come Garnacha e Cariñena, con una piccola percentuale di varietà internazionali come Cabernet Sauvignon e Merlot.

Garnacha (Grenache)

La Garnacha costituisce la spina dorsale della maggior parte dei blend, apportando morbidezza, un elevato contenuto alcolico e note di frutti rossi maturi. Questa varietà versatile matura perfettamente sotto il sole intenso del Priorat, grazie alle notti più fresche che aiutano a mantenere acidità e aromi.

Cariñena (Carignan)

La Cariñena viene talvolta vinificata in purezza, ma più spesso è assemblata con la Garnacha per aggiungere complessità, profondità e potenza. Le sue caratteristiche tipiche includono erbe selvatiche, frutta nera intensa, note minerali provenienti dai terreni di grafite e ardesia e tannini rustici e decisi.

Garnacha Blanca (Grenache bianco)

Il Priorat è principalmente una regione di vini rossi, ma i bianchi più rinomati sono solitamente prodotti con Garnacha Blanca. Si tratta di vini bianchi ricchi e corposi, spesso fermentati e affinati in rovere, con vivaci note di finocchio e frutti a nocciolo maturi come pesca e albicocca.

Le cantine più importanti del Priorat

Le principali cantine del Priorat

Clos Mogador

Clos Mogador è una delle prime cantine rinascimentali del Priorat, fondata nel 1979 a Gratallops da René Barbier. Il loro vino di punta è il leggendario Clos Mogador, solitamente composto da 45% Garnacha, 30% Cariñena e il resto Syrah e Cabernet Sauvignon. Questa magnifica bottiglia è un punto di riferimento per i vini del Priorat e un promemoria di quanto lontano sia arrivata la regione.

  1. Clos Mogador 2021
    • Altre miscele rosse
    • Spagna,
    • Priorat
    • 2021
    • Da collezione
    98 AVG

Mas Martinet

Fondata dal professore di enologia José Luís Pérez nel 1986, Mas Martinet è un’altra delle tenute pioniere che hanno contribuito a mettere il Priorat sulla mappa. Oggi l’azienda è guidata da sua figlia Sara Pérez, che pone una forte enfasi sulla coltivazione biologica e biodinamica. Il loro vino classico è il Clos Martinet, prodotto da un vigneto di 7 ettari situato su ripidi pendii di ardesia. Questa elegante espressione del Priorat subisce anche una parziale macerazione carbonica – un processo comune nel Beaujolais – per garantire freschezza e vivacità, seguita da 17 mesi di affinamento in botte.

  1. Mas Martinet Clos Martinet 2022
    • Altre miscele rosse
    • Spagna,
    • Priorat
    • 2022
    • Biologico
    96 AVG
    1

Nin Ortiz

La Familia Nin-Ortiz è gestita dalla coppia Ester Nin e Carles Ortiz, che supervisionano personalmente ogni fase della coltivazione delle uve e della vinificazione. Questo approccio artigianale e diretto produce vini dal vero carattere e autenticità, come il loro Planetes de Nin, realizzato con l’autoctona Garnacha Peluda insieme a Garnacha e Cariñena. Il risultato è un rosso complesso e sfaccettato, perfettamente bilanciato grazie alla freschezza e vivacità della Garnacha Peluda.

  1. Nin-Ortiz Planetes de Nin Priorat 2022
    • Grenache
    • Spagna,
    • Priorat
    • 2022
    96 AVG

Terroir Al Limit

Fondata da Dominik Huber e dall’enologo sudafricano Eben Sadie, che si sono conosciuti lavorando a Mas Martinet, Terroir Al Limit prende molto sul serio sia il terroir che la vinificazione biodinamica. Perseguono il principio “infusione invece di estrazione”, con l’obiettivo di creare vini equilibrati e armoniosi, ispirati ai microclimi e alla composizione dei suoli dei loro vigneti. Il loro Terra de Cuques è un blend 50% Garnacha 50% Cariñena, ricco di mineralità e profondità grazie alla potente Cariñena.

  1. Terroir Al Limit Terra de Cuques Negre 2022
    • Altre miscele rosse
    • Spagna,
    • Priorat
    • 2022
    94 AVG
    1

Mas Doix

Mas Doix è stata creata nel 1998 dalle famiglie Doix e Llagostera, continuando l’eredità di Juan Extrems Doix, che iniziò a coltivare vigneti qui nel 1850 e vinse anche una medaglia d’oro all’Expo Universale di Barcellona nel 1888. Il loro vino di punta è Doix, realizzato con Garnacha e Cariñena di vecchie vigne piantate quasi 100 anni fa nel villaggio di Poboleda. Si tratta di un vino profondo, con frutti neri maturi, lunga persistenza e grande potenziale di invecchiamento.

  1. Mas Doix Doix 2022
    • Altre miscele rosse
    • Spagna,
    • Priorat
    • 2022
    • Da collezione
    96 AVG
    1

Nerinterra

Nerinterra è un progetto interessante di Didier Belondrade e suo figlio Jean, della tenuta Belondrade a Rueda. La coppia ha acquisito e restaurato il vigneto abbandonato Clos del Afaitador, che utilizzano per la loro cuvée principale Nerinterra. Questo sito speciale conferisce al vino un carattere unico, essendo un anfiteatro esposto a nord con un dislivello verticale di 80 metri. Il risultato è un vino potente e deciso, equilibrato da acidità vivace ed eleganti note di prugne nere, more e spezie.

  1. Nerinterra 2022
    • Altre miscele rosse
    • Spagna,
    • Priorat
    • 2022
    • Artigiani della vigna
    94 AVG
    1